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Dire che la letteratura salva la vita è un concetto arduo. Ma in alcune situazioni di difficoltà i libri sono un punto fermo.
Herta Muller
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Un assaggio. Un libro sconvolgente. Si legge come un romanzo, la scrittura è forte e corrosiva; il dramma di una figlia che ricostruisce la storia di suo padre e che deve vedere i carnefici puniti con una manciata di mesi di carcere.
Un assaggio.
Un assaggio. " Una sola vita non basta "
Un assaggio. Fabio Geda a Soglio (AT ) sabato 12 dicembre, ore 20 Mentre correvo sul ponte Isabella, l’acqua del Po dieci metri sotto, tentando disperatamente di non inciampare, ho pensato: C’è chi ha una vita come il Mississippi, liquida, lenta, fertile, e chi, come Tex, rischia ogni giorno di morire di sete nel deserto del sale, di sfracellarsi giù da una scarpata o di congelare sotto una tormenta. Ho pensato: Perché io, Emil Sabau? Io non sono Tex. Ho solo tredici anni. Anche se, certo, vorrei. Ho pensato: Devo partire, andare via, lasciare Torino, la casa di Assunta. Che poi, a dirla tutta, non è nemmeno sua: è dell’Architetto. E l’Architetto? Santa Parasceva, fa che non sia morto. Se l’osso del naso buca il cervello muori, lo so perché l’ho visto in un film. Devo essere veloce. Prendere: maglione, mutande, fumetti, calze, spazzolino, soldi, cerotti, cicatrene. Infilare tutto nel Jansport. Ho pensato: Marek, stasera posso andare da lui. Poi sarei partito, sarei tornato in Romania. Avrei trovato mio padre e lo avrei fatto uscire di prigione. Mio padre, Gheorghe Vasile Sabau, il più grande costruttore di ventole di tutta la Transilvania. Il migliore. Così, mentre correvo, tentando disperatamente di non inciampare nei lacci delle Etnies marroni da B-Boy, quelle che l’Architetto mi ha regalato per il compleanno, ho pensato: Davvero, le Etnies non sono state un buon affare. Anzi. Sono sceso per corso Casale. Non era buio. Ma non c’era luce. La neve aveva spolverato le strade. Un Babbo Natale, seduto davanti a un negozio di cioccolatini, ha sorriso gentile. Sapeva di zucchero filato. Sapeva di tutte le cose belle e dolci che vengono con il Natale. Mi ha chiamato con una voce calda e profonda, come cotta in un paiolo di rame. Mi sono accorto di avere il dorso della mano sporco del sangue dell’Architetto. Ho pensato: Come cazzo ci si arriva in Romania? E ho continuato a correre.
Un assaggio. "Ci sono luoghi che affascinano perché sembrano radicalmente diversi e altri che incantano perché, già la prima volta, risultano familiari, quasi un luogo natio. Conoscere è spesso, platonicamente, riconoscere, l'emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell'attimo ma accolto come proprio. Per vedere un luogo occorre rivederlo. Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell'incontro, della seduzione e dell'avventura; la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico o si fa all'amore con una persona amata sono infinitamente più intense della prima. Ciò vale pure per i luoghi; il viaggio più affascinante è un ritorno, come l'odissea, e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni, sono una sfida ulissiaca. "Perché cavalcate per queste terre?" chiede nella famosa ballata di Rilke l'alfiere al marchese che procede al suo fianco. "Per ritornare" risponde l'altro."
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